Bologna, 26 maggio 2025 – L’estate quest’anno è iniziata a maggio. In questi giorni è arrivata la prima ondata di calore del 2026, con picchi sopra i 35 gradi anche nei grandi centri urbani cittadini. Giovedì, poi, a Bologna l’allerta sarà massima: bollino rosso, livello 3, sul rischio ondate di calore che indica “Possibili effetti negativi sulla salute delle persone sane e attive, e non solo i sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”.
A patire questa afa, ci sono anche i lavoratori in cantiere. Per questo, sulla falsariga di quanto fatto lo scorso anno (nel mese di luglio, in quel caso), i sindacati chiedono l’applicazione dell’ordinanza anti-caldo, che prevede lo stop al lavoro in condizioni di calore estremo. E la Regione promette di presentare i contenuti della nuova norma già la prossima settimana.
Cos’è l’ordinanza anti-caldo?
L'atto dispone il divieto di lavorare in tutta l’Emilia-Romagna, tra le ore 12.30 e le 16, nei cantieri edili, in agricoltura, nel florovivaismo e nei piazzali della logistica, in condizioni di esposizione prolungata al sole e svolgendo attività fisica intensa. Si applica nei cantieri edili, in agricoltura, nel florovivaismo e nei piazzali della logistica, in condizioni di esposizione prolungata al sole e svolgendo attività fisica intensa, nei giorni e nelle aree in cui le mappe nazionali online del rischio segnalino un livello alto. Ora, i sindacati chiedono di applicare nuovamente questa norma.













