L’aula dell’Assemblea annuale di Confindustria si trasforma nel palcoscenico di un’alleanza strategica e operativa tra il potere esecutivo e il motore produttivo del Paese, uniti nel comune obiettivo di ridefinire i confini dello sviluppo economico in una fase storica complessa. Ad aprire i lavori, davanti a una platea d’eccezione che vedeva in prima fila il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata la premier Giorgia Meloni. Il capo del governo ha voluto scardinare immediatamente i classici formalismi della vigilia, tracciando una linea di continuità identitaria che unisce le istituzioni alle fabbriche.
“Voglio soprattutto rivolgere un saluto e un ringraziamento particolare al presidente della Repubblica. Lo dico al di là delle formalità: penso che la presenza del capo dello Stato oggi ricordi alla nazione intera, ancora una volta, quanto importante sia il ruolo che l’industria italiana ricopre, non solo dal punto di vista economico, ma anche sul fronte storico, identitario, culturale e reputazionale”. Con queste parole la presidente del Consiglio ha inaugurato una relazione dettagliata, tesa a valorizzare lo sforzo congiunto del sistema Paese. “Voglio cogliere questa occasione prima di tutto per dirvi grazie per il vostro lavoro perché se l’Italia è universalmente riconosciuta come la patria del bello, del buono e del benfatto è come sempre merito delle nostre imprese e dei lavoratori. L’orgoglio non si rivendica ma si dimostra. Si dimostra come la fiducia, il coraggio e la responsabilità. Voglio ringraziare il presidente Orsini e voi per l’aver riconosciuto gli sforzi del governo, non lo considero scontato” in un’epoca in cui a prevalere spesso “è lo scontro ideologico e le tifoserie”. Per Meloni, l’esecutivo e gli industriali hanno saputo superare le parzialità della dialettica quotidiana in nome del bene comune: “Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse, ci si può a un certo punto scoprire una squadra se l’obiettivo che si persegue è lo stesso, ossia mettere la nazione nella condizione migliore per affrontare a testa alta le difficili sfide di questo tempo”.













