Riforme, risorse e Sud: gli appelli del presidente dell'associazione degli industriali. Sulla questione salariale: "Noi da soli non riusciamo a risolverla”. Meloni: "L'Unione europea faccia meno e meglio: apriamo subito un cantiere per una riforma della burocrazia"Riforme, risorse e Sud: gli appelli del presidente dell'associazione degli industriali. Sulla questione salariale: "Noi da soli non riusciamo a risolverla”. Meloni: "L'Unione europea faccia meno e meglio: apriamo subito un cantiere per una riforma della burocrazia"Un appello alla politica, alle istituzioni e alle parti sociali a compiere “un grande atto di responsabilità fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, all’assemblea annuale degli industriali, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.“Noi imprenditori chiediamo a tutta la politica un grande atto di responsabilità fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”, ha detto Orsini. “Queste scelte sono le fondamenta per tornare ad una crescita del 2% l’anno”, che è “non solo necessaria ma possibile”. L'Italia, secondo le stime Ue, nel 2027 sarà il Paese che crescerà meno in tutto il Vecchio Continente. “Se in Italia e in Europa non saremo capaci di uno sforzo comune perderemo la nostra industria, ovvero il 15% del Pil e milioni di posti di lavoro”.Nel suo intervento il leader degli industriali ha chiesto “decisioni condivise di maggioranza e opposizione” anche sul fisco, lanciando la proposta di identificare i 20 miliardi da riallocare, "senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”. “Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”, ha aggiunto, ricordando che l’Italia “è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati” e che esistono “575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”.Orsini ha poi rivolto un richiamo alla politica: “I cittadini italiani capiscono le decisioni difficili, quando vengono prese con chiarezza e con responsabilità condivisa. Quello che non capiscono e che non meritano, è veder trasformata ogni decisione necessaria in un campo di battaglia elettorale”. “La competizione politica di certo non porta benefici per i cittadini ma rischia di creare paralisi, e scaricare sulle generazioni future il costo delle scelte che oggi non abbiamo il coraggio di fare”.Ampio il passaggio dedicato al lavoro e ai rapporti con i sindacati. “Confindustria è tornata ad un dialogo diretto e continuo con le confederazioni sindacali”, ha detto Orsini. “Da questo binomio tra contratto ‘buono’ e salario ‘giusto’ può nascere un patto di responsabilità per superare i contratti pirata”. Contratti che, ha sottolineato, “deprimono redditi e diritti dei lavoratori e fanno concorrenza sleale”. “Resta aperta la questione salariale. Lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla”.Cinque leve: la prima è l'energiaIl presidente di Confindustria ha quindi indicato “cinque leve da muovere per rimettere l’impresa al centro”: “energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della legge 231 sulla responsabilità amministrativa; risorse adeguate agli obiettivi”. “La prima leva è l’energia”, ha detto, definendo il prezzo dell’energia “una vera e propria minaccia esistenziale”. “Non possiamo continuare a pagare nei nostri stabilimenti l’energia ai prezzi più cari d’Europa”.L'appello di Orsini è chiarissimo: "Ora è arrivato il momento di decidere, con coraggio e in modo bipartisan: dobbiamo riportare l'energia nella competenza esclusiva dello Stato". Orsini ha rilanciato “l’appello” a “sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia” e ha aggiunto: “Dobbiamo accelerare il ritorno al nucleare”. Sulle Pmi ha chiesto di concentrare le risorse “sugli strumenti che hanno funzionato”, come Fondo di Garanzia e Nuova Sabatini, e “incentivi fiscali a fusioni e acquisizioni”. Sui contratti di sviluppo ha chiesto di “essere più ambiziosi”.Nel capitolo dedicato alla legge 231 che dal 2001 introduce in Italia la responsabilità amministrativa degli enti. Orsini ha affermato che “nel tempo, però, la 231 si è trasformata in uno strumento quasi esclusivamente punitivo, avvicinandosi a forme di responsabilità oggettiva”. La riforma, ha detto, è “assolutamente urgente”. “Facciamola. Facciamola ora”.Duro anche il giudizio sull’Europa, che secondo Orsini "deve cambiare strada e deve cambiare passo. Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività”. Orsini ha chiesto “un vero mercato unico dell’energia”, “un vero mercato unico dei capitali del risparmio” e “un debito comune per finanziare una vera politica industriale europea”. Chiede la sospensione degli Ets per "permettere una revisione migliore, ma anche evitare che nel frattempo altre fabbriche siano costrette a chiudere o a delocalizzare”.Il fronte internazionaleSul fronte internazionale, il presidente di Confindustria ha avvertito: “La Cina sta colonizzando i nostri mercati, se l’Unione europea non sosterrà da subito le nostre produzioni, saremo costretti al deserto industriale”. “La Cina è oggi l’unica vera superpotenza industriale”. “La Cina gioca con regole falsate ed esporta nel resto del mondo i propri squilibri”.Nel passaggio dedicato ai conflitti internazionali, Orsini ha affermato: “La guerra è una sconfitta per l’umanità”. “È un fallimento, sempre e dovunque”. “Con la stessa forza respingiamo le dottrine che intendono affermare la legge del più forte a discapito della diplomazia e del dialogo”.Ai e Sud ItaliaSpazio infine all’intelligenza artificiale e al Mezzogiorno. “Occorre un grande piano di formazione per tutti i lavoratori”. “Serve un progetto di formazione da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani”. Orsini ha anche chiesto di “includere negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud”. Sul Sud ha rilanciato il modello della Zona economica speciale (Zes) e quindi di regimi fiscali, amministrativi e finanziari agevolati che favoriscano gli investimenti e l'occupazione: “Quasi 1.300 autorizzazioni uniche in poco più di due anni hanno prodotto oltre 55 miliardi di impatto economico complessivo e oltre 60mila posti di lavoro, diretti e indiretti. Con una spesa pubblica di poco superiore a 5 miliardi. Quel modello funziona e va replicato”.Giorgia Meloni: "Avviamo subito un cantiere per una riforma della burocrazia"Quella di Giorgia Meloni è una risposta punto per punto. Partendo dall’Unione europea, passando dalla questione - centralissima - dell’energia, per arrivare al Mezzogiorno. “La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnoratici” ha detto la presidente del Consiglio, che ha poi rilanciato: "Per cercare di essere concreti vi propongo di avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia". Quanto alla questione energetica, spiega, "abbiamo capito quanto fosse suicida dipendere da altri in materie" strategiche. Anche qui, l’affondo è sull’Europa. Secondo Meloni le recenti crisi mondiali hanno fatto in modo che ci si svegliasse "nel mondo reale ed è stato un risveglio brusco. Oggi come ieri chi, come voi e come me, pone con forza la necessità di un cambio di passo da parte dell'Ue non lo fa per distruggere ma per costruire". Che l’Ue, spiega Meloni, faccia “meno e meglio”. "Se la regola è la libertà, tutto quello che non è espressamente vietato per un interesse superiore già tutelato, deve esser consentito senza lacci e gabbie che hanno come unica conseguenza quella di soffocare l'iniziativa economica".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp