ROMA – Un patto in cinque punti da condividere con tutte le parti politiche per tornare a una crescita del 2%. Cinque leve a partire dal nodo energia, dal caro bolletta, su cui il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, riconosce quello che ha fatto il governo Meloni, parla di “maggior equilibrio”, ma chiede a tutti di fare di più. “Per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”, dice il numero uno di viale dell’Astronomia all’Assemblea annuale a Roma. E’ alla Nuvola di Fuksas, davanti alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
L’ecumenico Orsini, che ricorda il confronto positivo con i sindacati su contratti e salari, che in alcuni casi restano "insufficienti”, e nella prima parte del sui intervento punta il dito sull’Europa e sulle responsabilità di Bruxelles sulla deindustrializzazione del Vecchio Continente, parla di “responsabilità nazionale”. Non attacca il governo, anzi, ringrazia in diversi passaggi per quello che Le leve su cui agire, in tutto cinque, oltre all’energia, sono la “crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, i contratti di sviluppo e innovazione, le semplificazioni e riforma della 231 e le risorse adeguate agli obiettivi”.












