Roma, 26 mag. (askanews) – “E’ il tempo del coraggio”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un appello “a tutta la politica” per “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. Nel suo intervento all’assemblea annuale dell’associazione, il leader degli industriali ha chiesto di agire in fretta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” perchè sono a rischio “la nostra industria e milioni di posti di lavoro”. In platea, al centro congressi La Nuvola, ad ascoltare la sua relazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, e molti esponenti del mondo politico, economico e sindacale.

Orsini ha rilanciato “la parola chiave dialogo” con Meloni. A tutte le parti politiche e sociali ha lanciato la proposta di muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro: “Energia, crescita dimensionale delle Pmi, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni e riforma della 231, risorse adeguate agli obiettivi”. L’energia è la prima preoccupazione degli industriali perchè “per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”.

Orsini ha quindi proposto di “riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato” e di “accelerare il ritorno al nucleare”, avviandone velocemente la sperimentazione. Quanto all’instabilità normativa, “è un male antico, servono certezze”. Un male non solo italiano: “Le 72 condizioni poste da Bruxelles per il via libera al decreto bollette del nostro governo sono l’ultima conferma di quanto sia lunare la burocrazia europea”.