Pubblicato il: 26/05/2026 – 12:36

LAMEZIA TERME Si è concluso con quattro assoluzioni il processo a carico di Nino Cerra, difeso dall’avvocato Aldo Ferraro, Angelo Francesco Paradiso, assistito dall’avvocato Antonio Larussa, e dei fratelli Davide e Saverio Giampà, difesi rispettivamente dagli avvocati Osvaldo Rocca e Renzo Andricciola. Gli imputati erano finiti a giudizio nell’ambito di una vicenda legata a un presunto episodio ai danni di un rivenditore di pneumatici di Lamezia Terme. A Cerra e Paradiso venivano contestati i reati di danneggiamento, ricettazione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco, con l’aggravante mafiosa. I due fratelli Giampà, invece, erano accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La sentenza

All’esito dell’udienza di oggi, il Tribunale collegiale di Lamezia Terme – presieduto da Angelina Silvestri, a latere Brigida Candela e Martina Gallucci – ha assolto Cerra e Paradiso «perché il fatto non sussiste», mentre Davide e Saverio Giampà sono stati assolti «per non avere commesso il fatto». Alla precedente udienza era stato lo stesso pubblico ministero della Distrettuale antimafia di Catanzaro, Giuseppe Cozzolino, a chiedere l’assoluzione degli imputati, ritenendo che l’istruttoria dibattimentale non avesse consentito di dimostrare la loro responsabilità. Sulla stessa linea si erano mossi anche i difensori, in particolare gli avvocati Ferraro e Larussa, che nel corso delle rispettive arringhe avevano evidenziato l’esistenza di contraddizioni ritenute insanabili tra le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tali da non consentire – secondo la prospettazione difensiva – di affermare la responsabilità degli imputati rispetto ai reati contestati. (Gi.Cu.)