È una battaglia a tutto campo quella che investe il mondo dell’olio. Da una parte il tema delle «giacenze», cioè del prodotto invenduto, che affligge l’Italia tutta e la Puglia in particolare. Qui le date cerchiate di rosso sono due: il tavolo con le associazioni convocato giovedì al Ministero dell’Agricoltura e la Commissione Politiche agricole (Cpa) del 4 giugno che dovrebbe inserire il tema all’ordine del giorno proprio su richiesta pugliese. Dall’altra, il lungo percorso di rigenerazione della Puglia colpita da Xylella con l’assessore regionale Francesco Paolicelli che punta ad accelerare su alcuni fronti. A cominciare dal famoso bando dei 35 milioni (30 nazionali più 5 regionali), che l’Assessorato spera possa partire a stretto giro, entro un mese.

Assessore Paolicelli, cominciamo dal tavolo del 28 al Ministero e dalla Cpa del 4. Perché sono passaggi importanti?

«Innanzitutto è importante che il governo nazionale abbia accolto, con velocità, l’istanza che è pervenuta dalla Puglia. Qui più che altrove pesa il problema delle giacenze dell’olio d’oliva nei nostri frantoi».

L’olio non si vende?

«Non si riesce a vendere subito e dunque bisogna capire quale sia la natura del problema».