Da un lato i problemi strutturali che impattano sulla produzione e sulla rigenerazione del territorio. Dall’altro la necessità di rispondere alle storture di un mercato deformato da concorrenza sleale, prezzi al ribasso e necessità di stoccaggio. La crisi dell’olio corre su un doppio binario. Il primo di medio-lungo periodo, il secondo urgente, anzi urgentissimo, al punto che la Commissione politiche agricole (Cpa) - su iniziativa di Puglia e Calabria - ha chiesto ufficialmente al ministero un tavolo di crisi nazionale. La risposta si attende. Ma di buono c’è che, nel frattempo, il ddl Coltivaitalia - provvedimento da un miliardo di euro - ha passato l’esame della Commissione agricoltura della Camera e si approssima all’iter parlamentare: nella sua pancia il Piano nazionale olivicolo da 300 milioni di euro che, invece, dovrà essere approvato dalla Cpa. Un gioco di scatole cinesi, piuttosto oscuro per i profani, che però porta in dote risorse e opportunità. Magari perfezionabili. Ad esempio basterebbe aggiungere un emendamento all’articolo 6 del Coltivaitalia per fornire «sostegno creditizio alle aziende colpite da fitopatie» non solo verso le banche, ma anche verso i Consorzi di bonifica. Dunque, lo «stralcio» delle cartelle del famigerato tributo 630 dal 2013 al 2023. Naviga fra articoli e commi l’assessore all’agricoltura pugliese Francesco Paolicelli sottolineando la gravità del momento e la necessità di perfezionare alcuni strumenti, coinvolgendo nella battaglia i parlamentari pugliesi.
Paolicelli, appello ai parlamentari pugliesi: «Emendamento al ConservaItalia per stralciare le cartelle dei Consorzi»
L'assessore regionale all'Agricoltura apre all'ipotesi di risolvere il problema dei tributi contestati. «Commissario alla Xylella? Servono risorse e competenze chiare»







