Il varo di un piano olivicolo è già di per sé una notizia, visto che non ne è mai stato realizzato uno dal dopoguerra. Ma il piano ormai in dirittura d’arrivo dopo un confronto durato un anno tra ministero dell’Agricoltura, regioni e associazioni della filiera olivicolo-olearia punta anche a diventare un benchmark che possa fare da apripista ad analoghi piani di sviluppo di altri settori cardine del made in Italy agroalimentare.
Il progetto appena varato dal Masaf sarà ora sottoposto per due settimane alle osservazioni da parte degli operatori della filiera. Al termine di questo confronto il provvedimento sarà portato in Conferenza Stato Regioni, per andare poi all’approvazione definitiva. Pilastro fondamentale del piano è il rafforzamento della produzione. «Questa è la prima delle linee guida che vogliamo introdurre – spiega il sottosegretario all’Agricoltura con delega al settore, Patrizio La Pietra -. Finora si è spesso partiti dalle risorse economiche, dalla ricerca dei fondi da spendere spesso senza neanche avere bene chiare le idee su cosa fare. Adesso partiamo invece da un’idea precisa, aumentare la produzione, e poi cercare le risorse per metterla in pratica». Ed è anche in questo senso che il piano olivicolo e dovrà essere punto di riferimento anche per futuri piani di settore.






