Chiamatelo pure Crampo Largo, perché i dolori arrivano da tutte le membra della Calabria. Da Reggio, dove Ciccio Cannizzaro seppellisce due lustri di governo Falcomatà sotto una coltre percentuale troppo spessa per non essere considerata umiliante.Da Crotone, dove Enzo Voce succede a se stesso direttamente al primo turno, senza però brutalizzare il generoso Trocino, che avrebbe avuto bisogno di maggiore tempo per esprimere meglio il proprio potenziale.

Per non parlare di Palmi, dove il regno del democrat Ranuccio si volatilizza al primo contatto utile con le urne, impietose nell’evidenziare che i precedenti due mandati sindacalizi hanno fruttato solo un seggio a Palazzo Campanella, e non una classe dirigente resistente agli urti di un centrodestra dimostratosi arrembante nei centri medio grandi. Troppo striminzita come eredità per l’ex enfant prodige della città di Leonida Repaci.

Da San Giovanni in Fiore a Castrovillari

Anche a San Giovanni in Fiore il centrosinistra è fuori dalle posizioni che contano e assisterà verosimilmente al ballottaggio dalla finestra, tentando almeno di condizionarlo. Piccola consolazione anche questa. Dalla capitale della Sila a quella del Pollino, Castrovillari, dove il centrosinistra diviso in due tronconi, regala il ballottaggio all’alleanza di governo, che ringrazia, in primis il consigliere regionale Laghi.