“Mimmo Battaglia è il buon padre di famiglia di cui ha bisogno la città”. Con queste parole il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, ha salutato l’incontro organizzato a Reggio Calabria a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Domenico Battaglia.
Il “bullismo istituzionale”
Nel corso dell’iniziativa, svoltasi in un noto hotel cittadino insieme ai vertici del Pd, Boccia ha attaccato duramente il centrodestra nazionale, accusandolo di utilizzare “un bullismo istituzionale” nei confronti del Mezzogiorno e delle autonomie locali. “Tra Cannizzaro e Salvini non c’è differenza- ha detto – questa destra non conosce la Costituzione ed è strutturalmente allergica al confronto democratico. Nel 2022 hanno vinto perché il centrosinistra si è diviso. Oggi non possiamo permetterci un altro errore: a Reggio Calabria, cinque anni di governo della destra significherebbero cinque anni di danni. Per questo motivo la sfida della città dello Stretto assume una dimensione nazionale. Reggio ha bisogno di essere difesa da chi sta provando a spaccare l’Italia con l’autonomia differenziata. In queste ore Calderoli insiste con un progetto che punta a dividere il Paese. Aspettiamo ancora una parola chiara da Cannizzaro e Occhiuto. Il tempo delle ambiguità è finito”. “Dal trasporto pubblico locale alla sanità, dagli asili nido all’assistenza agli anziani, Lega e Fratelli d’Italia stanno imponendo una visione che penalizza il Mezzogiorno. Se dovessero approvare definitivamente quelle intese con Lombardia, Veneto e Piemonte, aggirando persino i rilievi della Corte costituzionale, sarebbe un tradimento verso la Calabria. Da Meloni ci saremmo aspettati un tavolo sui salari – ha incalzato Boccia – sulla condizione dei sindaci, sui servizi sociali e sulla sanità. Invece l’unico tavolo che ci viene proposto riguarda la legge elettorale. È evidente che la destra sia ossessionata dalla gestione del potere”.










