Quattro aspiranti alla carica di primo cittadino, ventuno liste e quasi un migliaio di candidati si contendono Palazzo San Giorgio in una tornata segnata da alleanze mobili, strategie dinastiche e un probabile ritorno del centrodestra dopo un decennio Reggio Calabria si prepara all’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio. Ieri in città c’era Arianna Meloni per tirare la volata al candidato del centrodestra, Francesco Cannizzaro, che i sondaggi danno per favorito. Ma tra i corridoi della politica cittadina, la vera notizia non riguarda solo i nomi in lizza, ma la massiccia migrazione di figure tra gli schieramenti opposti, un fenomeno sta attraversando tutta la campagna elettorale la vigilia del voto e che racconta le mutazioni del panorama politico locale. CHI SONO I CANDIDATI La sfida per la guida della città vede come protagonista principale Francesco Cannizzaro, parlamentare di Forza Italia e candidato del centrodestra più Azione. A contendergli la vittoria è Domenico Battaglia, attuale sindaco facente funzioni dopo l’elezione di Giuseppe Falcomatà al Consiglio regionale, che si presenta dunque come l’erede dell’amministrazione uscente, sostenuto da sei liste tra cui il Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Avanti PSI e Casa Riformista. Ai due contendenti principali, si aggiungono Eduardo Lamberti Castronuovo, editore e presidente del Conservatorio, che guida un polo civico, e da Saverio Pazzano, espressione del movimento civico La Strada. Secondo i sondaggi Swg, la coalizione di centrodestra godrebbe di un vantaggio significativo, attestandosi oltre la soglia del 50 per cento. TUTTI I CAMBI DI CASACCA ALLA VIGILIA Più che sui temi, il vero leit motiv della fase pre-elettorale è la girandola di transfughi passati dall’uno all’altro schieramento. Li ha messi in fila di recente il Corriere della Calabria: il caso più eclatante riguarda Massimiliano Merenda, già consigliere comunale di maggioranza con la lista “Innamorarsi di Reggio”, il quale ha tentato il passaggio a Noi Moderati per sostenere il centrodestra, operazione però sventata da Cannizzaro. Percorso inverso, ma altrettanto accidentato, per Giuseppe Cuzzocrea, ex presidente della commissione bilancio, che dopo aver sondato il terreno nel centrodestra è tornato nella coalizione di Domenico Battaglia con Casa Riformista. Più lineare Nino Zimbalatti, ex assessore all’Ambiente della prima giunta Falcomatà, che ha formalizzato l’ingresso in Forza Italia dopo un periodo nel gruppo misto. La parabola di Azione nella politica calabrese è incarnata dalle traiettorie variabili di Gianluca Califano: l’ex portavoce di Falcomatà era entrato in Consiglio con le liste di centrodestra, salvo poi ripiegare su Italia Viva. Oggi, da commissario provinciale di Azione, si trova nel centrodestra, bissando il posizionamento già proposto per le regionali. Generazionale, se così si può definire, il riassetto di Rocco Albanese, l’ex assessore ai Lavori pubblici defenestrato dall’amministrazione uscente, che, rotto con il PD, è approdato in Forza Italia, dove oggi si candida il figlio Vincenzo, che non sarà certo l’unico candidato “figlio di”. I TEMI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE Al netto dei cambi di casacca e delle geometrie variabili delle coalizioni, la campagna elettorale si sta giocando soprattutto sulla gestione concreta della città. Il tema più ricorrente, evocato da quasi tutti i candidati, è quello della “normalità”: strade dissestate, rifiuti, trasporto pubblico, depurazione e servizi essenziali diventano il metro con cui misurare il giudizio sugli ultimi anni di amministrazione. Cannizzaro insiste sulla necessità di una svolta amministrativa e lega il rilancio di Reggio a infrastrutture, porto, waterfront e a un’idea della città come hub del Mediterraneo, puntando anche sull’eventuale asse che si creerebbe con Roberto Occhiuto e col governo nazionale per sbloccare i necessari fondi. Battaglia, al contrario, prova a trasformare l’esperienza dell’amministrazione uscente in un elemento di affidabilità, rivendicando il risanamento finanziario del Comune, il lavoro fatto su servizi, il rinnovo della flotta Atam, i progetti sull’aeroporto e gli investimenti già avviati su mobilità e servizi che, secondo il centrosinistra, rischierebbero di interrompersi con un’amministrazione di diverso segno. E veniamo ai due battitori liberi. Per Pazzano, critico tanto del centrodestra quanto del modello proposto dal Comune negli ultimi anni, il punto centrale è la qualità della vita urbana (da lì il nome del movimento, La Strada). Quindi, riflettori puntati su periferie, ambiente e giovani, con la richiesta di maggiore decentramento amministrativo, servizi di prossimità e misure per il contrasto allo spopolamento giovanile. Quanto a Lamberti Castronuovo, la sua è una piattaforma civica e moderata che punta soprattutto su cultura, legalità, rigenerazione urbane, immagine della città e qualità amministrativa, cercando di intercettare un elettorato moderato distante dalle contrapposizioni tradizionali tra i due blocchi principali.
Reggio Calabria al voto: i temi della campagna, i candidati e chi ha cambiato casacca - Policy Maker
Temi, protagonisti e transfughi delle comunali a Reggio Calabria: sfida tra il reggente Battaglia e il candidato del centrodestra Cannizzaro






