Primo mese a 1 €

"L’elettorato non ha voluto scommettere sulla nostra visione di rilancio della città, e noi ne prendiamo atto". Così il candidato...

"L’elettorato non ha voluto scommettere sulla nostra visione di rilancio della città, e noi ne prendiamo atto". Così il candidato sindaco Mattia Orioli, alla guida del Terzo Polo per Macerata, dopo la sconfitta alle elezioni comunali che l’hanno visto guadagnare il 3,40 per cento di voti. Un risultato al di sotto delle aspettative, come sottolinea lo stesso imprenditore ed ex avvocato, prova di una città che non condivide una nuova visione, ma resta soddisfatta della situazione attuale. "Abbiamo portato un progetto completamente alternativo che in questo momento non passa – spiega Orioli –. È stato fatto un lavoro importante che andrebbe anche a giovamento dell’opposizione, e ci dispiacerebbe non riuscire ad avere rappresentanti in consiglio per portare la nostra visione". Poi una riflessione sul numero di elettori recatisi alle urne (l’affluenza si è fermata al 56,33%), di otto punti percentuali in meno rispetto al 2020. Continua il rappresentante del Terzo Polo: "Queste elezioni hanno visto un numero più basso di votanti rispetto alle scorse, in parte perché cinque anni fa si votava anche alle regionali. Questo, però, non giustifica il mancato passo avanti. Il dato principale da considerare è che, forse, l’elettorato non ha voluto muoversi verso qualcosa di nuovo, preferendo altri programmi al nostro progetto di rilancio della città. Se ai maceratesi va bene – conclude Orioli –, noi dobbiamo prenderne atto. Constatiamo che si prediligono ancora i due poli di destra e sinistra; speriamo nella possibilità di avere il seggio in consiglio comunale. Ci dispiace perché il lavoro che abbiamo fatto era per offrire un’alternativa vera e solida rispetto alla situazione attuale, e per ridare un ruolo alla città capoluogo con proposte forti di rilancio. Se la scelta è questa, però, vuol dire che alla città va bene democraticamente quello che c’è. Lo dobbiamo accettare".". Il candidato del Terzo Polo era alla guida di una lista che riuniva Azione, Partito liberaldemocratico, Ora!, Base popolare, Movimento socialista liberale, Nuovo Cdu, Repubblicani e Radicali. Per lui – che in campagna elettorale aveva dichiarato che in un eventuale ballottaggio non sarebbe andato a votare –, in ogni caso, dovrebbe scattare l’elezione a consigliere comunale di opposizione.