di
Angela Geraci
Allegra e Alessandra, uniche eredi di Maurizio ucciso nel '95, e il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la legge italiana che le ha obbligate a fare un accordo economico con la madre Patrizia Reggiani, mandante del delitto. «La parola fine a questa storia non è ancora stata scritta»
«Un accordo coatto è stato trattato come una risoluzione volontaria: è un errore di valutazione manifesto e per questo stiamo pensando di andare avanti». Allegra Gucci torna a parlare della archiviazione della Corte europea dei diritti dell'uomo e dell'intesa firmata tre anni fa da lei e dalla sorella Alessandra con la madre Patrizia Reggiani, mandante dell'assassinio del padre: le uniche eredi di Maurizio, ucciso nel 1995, hanno pagato alla mamma 3,9 milioni di euro per chiudere un contenzioso che andava avanti da 20 anni. «Chi ha ucciso ha incassato, chi ha perso il padre ha pagato», aveva già sintetizzato Allegra in una nota.
Le sorelle Gucci non accettano che questa storia vada a finire così e fanno sapere oggi che c'è ancora una strada - un sentiero molto stretto, in verità - che si può percorrere per portare avanti quella che per loro è diventata ormai una battaglia di principio: il ricorso alla Grande Camera della Cedu, appigliandosi all'articolo 43 della Convenzione. E loro, insieme ai legali Alberto Muratore Aprosio e Cecilia Frigerio, stanno valutando seriamente di intraprendere quella via. Hanno tre mesi di tempo per passare all'azione.












