Milano, 24 maggio 2026 – Chi ha ucciso ha incassato (Patrizia Gucci) chi ha perso il padre (le figlie Allegra e Alessandra) ha pagato.
Alla travagliata vicenda giudiziaria e umana della dinastia Gucci, dopo l’omicidio di Maurizio, si aggiunge un altro capitolo, una beffarda ultima sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) che, per un paradosso giuridico, obbliga le figlie a pagare un vitalizio alla madre che ha ucciso loro padre.
Lo “sconto“ sugli arretrati che ammonterebbero a circa 40 milioni di franchi svizzeri, 43 milioni di euro circa, riformulato in 3,9 milioni, frutto di un accordo stragiudiziale di tre anni fa tra la madre e le figlie, è sufficiente a far sì che la Cedu non decida nemmeno nel merito, ma semplicemente archivi, il ricorso presentato contro lo Stato italiano per il riconoscimento del vitalizio alla madre Patrizia Reggiani, condannata come mandante dell’omicidio di loro padre. A rendere nota quest’ultimo episodio della “maledizione” sui Gucci, sono le eredi Alessandra e Allegra in un lungo post. Patrizia Reggiani
Il divorzio e l’assassinio
Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani divorziarono ufficialmente nel 1994 dopo 13 anni di matrimonio. L’accordo di divorzio prevedeva che lui versasse alla Reggiani un vitalizio più o meno di un miliardo e mezzo di lire all’anno. Lui fu poi assassinato all’ingresso del loro palazzo di via Palestro, e lei condannata come mandante del suo omicidio.










