«Chi ha ucciso ha incassato. Chi ha perso il padre ha pagato». Così Allegra Gucci, una delle due figlie dell'imprenditore Maurizio Gucci assassinato nel 1995 su mandato della moglie Patrizia Reggiani, commenta sui social la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di non procedere sull'istanza presentata da lei e dalla sorella Alessandra contro la condanna a rispettare l'accordo di divorzio dei genitori che prevede un vitalizio alla madre Patrizia Reggiani.

Le due sorelle Gucci si sono rivolte alla Corte Europea «non per ragioni economiche, ma per ottenere ciò che il sistema giudiziario italiano aveva loro negato - si legge nel lungo post - : il riconoscimento dell'aberrazione prodotta da sentenze che le avevano condannate a pagare oltre quaranta milioni di franchi svizzeri all'assassina del padre. La Cedu non ha detto che avevano torto. Non ha esaminato il merito. Ha fatto qualcosa di molto più frustrante: ha archiviato il caso senza decidere». «I soldi, per ironia feroce, avrebbero dovuto provenire dall'eredità lasciata alle figlie di Maurizio Gucci: l'uomo che quella donna aveva fatto assassinare il 27 marzo 1995», prosegue Allegra Gucci. Dal post emerge la rabbia e la frustrazione per questa vicenda che a suo dire è stata riportata con «titoli sensazionalistici ma profondamente inesatti».