Il caso.24 maggio 2026 alle 00:34
Milano.
«Chi ha ucciso ha incassato. Chi ha perso il padre ha pagato». Così Allegra Gucci - una delle due figlie dell’imprenditore Maurizio Gucci, assassinato nel 1995 su mandato della moglie Patrizia Reggiani - commenta sulle sue pagine social quanto deciso dalla Cedu. La Corte europea dei diritti dell’uomo, tre giorni fa, ha deciso di non procedere sull’istanza presentata da lei e dalla sorella Alessandra contro la condanna a rispettare l’accordo di divorzio dei genitori. Quel patto prevedeva un vitalizio alla madre, Patrizia Reggiani.
Le due sorelle Gucci si sono rivolte alla Corte Europea «non per ragioni economiche - si legge nel lungo post - ma per ottenere ciò che il sistema giudiziario italiano aveva loro negato: il riconoscimento dell’aberrazione prodotta da sentenze che le avevano condannate a pagare oltre quaranta milioni di franchi svizzeri all’assassina del padre. La Cedu non ha detto che avevano torto. Non ha esaminato il merito. Ha fatto qualcosa di molto più frustrante: ha archiviato il caso senza decidere». «I soldi, per ironia feroce, avrebbero dovuto provenire dall’eredità lasciata alle figlie di Maurizio Gucci: l’uomo che quella donna aveva fatto assassinare il 27 marzo 1995», prosegue Allegra Gucci. Dal post emerge la rabbia e la frustrazione per questa vicenda che a suo dire è stata riportata con «titoli sensazionalistici ma profondamente inesatti».











