di
Angela Geraci
La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sul ricorso contro l'Italia delle sorelle Alessandra e Allegra Gucci. Una battaglia legale durata anni che, si scopre oggi, è finita con un accordo privato con la madre, condannata come mandante dell'omicidio del padre
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso di non procedere sul ricorso presentato dalle sorelle Allegra e Alessandra Gucci contro l'Italia riguardo alla loro condanna a rispettare l'accordo post divorzio firmato dai loro genitori. Un accordo per un vitalizio da 1,1 milioni di franchi svizzeri l'anno, raggiunto alcuni mesi prima che la madre, Patrizia Reggiani, facesse uccidere l'ex marito Maurizio: una somma che negli anni, era arrivata a valere circa 35 milioni di euro.
Ma nel motivare la sua decisione la Cedu ha svelato l'esistenza di un altro accordo: quello stipulato tra le sorelle Gucci e la madre il 17 febbraio 2023. Le uniche eredi dell'imprenditore della moda assassinato nel 1995 si sono infatti messe d'accordo con la madre e le hanno corrisposto una cifra sensibilmente inferiore rispetto a quella che le avrebbero dovuto dare: 3.900.000 di euro, circa un decimo.










