Non è decisamente andato giù ad Allegra Gucci la decisione presa dalla Corte europea dei diritti umani sul ricorso che lei e la sorella Alessandra avevano presentato, ovvero di non procedere. Il suo disappunto è stato espresso con un post social nel quale ha scritto: «Non esiste una sentenza che dica che è sbagliato. Il silenzio, in diritto, non è neutralità. E abbandono. Questa non è una storia chiusa. È una storia che nessuno ha ancora avuto il coraggio di raccontare fino in fondo». Il dito è puntato: «Chi ha ucciso ha incassato, chi ha perso il padre ha pagato». Due giorni fa la Cedu aveva deciso di scrivere l’ultima parola sulla questione ricordando che esiste un accordo stragiudiziale dell'inverno di tre anni fa che avrebbe dovuto mettere fine alle tensioni tra Allegra e Alessandra Gucci e la madre Patrizia Reggiani. È questo quindi il motivo per cui la la Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso di non procedere sul ricorso presentato dalle figlie dell'imprenditore Maurizio Gucci contro la sentenza che le aveva condannate a rispettare l'accordo firmato dai loro genitori dopo il loro divorzio prima che lui venisse ucciso su mandato della moglie. La Cedu non ha dato corso al procedimento in quanto, come è stato riferito, non c'è più la materia del contendere, ovvero è privo dell'oggetto. E questo perché le sorelle, per evitare di andare avanti una «guerra» che si sarebbe protratta ancora per anni, hanno raggiunto una intesa con la madre per versarle circa 3 milioni e 900 mila euro. Tale accordo, che non è segreto ma che è stato mantenuto riservato, è stato autorizzato dal giudice tutelare del Tribunale di Milano. Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani divorziarono ufficialmente nel 1994 dopo 13 anni di matrimonio. L'accordo di divorzio prevedeva che lui versasse a Patrizia Reggiani un vitalizio più o meno di un miliardo di lire all'anno mentre circa mezzo miliardo all'anno sarebbe stato pagato per il mantenimento e la crescita delle due bambine. Allegra scrive: «La trattativa si era protratta a lungo e noi sorelle abbiamo dovuto negoziare sotto la minaccia concreta di procedure esecutive», e cioè «il pignoramento dei beni, compresa l'abitazione». Dunque l'accordo con la madre è stato per le due ragazze «una resa davanti a una sentenza che non avrebbe mai dovuto esistere». Il fatto che la cifra pagata sia circa un decimo di quella dovuta è invece dipeso dalla compensazione con il danno subito dalle sorelle, ovvero «il risarcimento per aver perso il padre per mano della madre».
Allegra Gucci contro la Cedu: “Chi ha ucciso ha incassato, chi ha perso il padre ha pagato”
La Corte europea dei diritti umani ha deciso di non procedere sul ricorso presentato dalle figlie di Maurizio Gucci relativo alla contestazione dell’accordo da…










