Il voto coinvolge 18 capoluoghi, da Venezia a Reggio Calabria. Cala la partecipazione soprattutto nel Centro-Nord, mentre Campania, Puglia e Calabria registrano flessioni più contenute

Con lo spoglio delle elezioni comunali 2026 in corso, urne chiuse alle 15, il primo dato politico della giornata è già arrivato dall’affluenza: la partecipazione arretra quasi ovunque. Il voto amministrativo, spesso legato a candidati locali e liste civiche, conferma comunque una tendenza più ampia. Anche nei Comuni, l’astensione pesa sempre di più.

La tornata riguarda una mappa significativa di città. Il caso più importante è Venezia, unico capoluogo di regione chiamato alle urne. Ma si vota anche in altri capoluoghi di provincia: Lecco e Mantova in Lombardia; Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana; Fermo e Macerata nelle Marche; Chieti in Abruzzo; Avellino e Salerno in Campania; Andria e Trani in Puglia; Crotone e Reggio Calabria in Calabria; Agrigento, Enna e Messina in Sicilia. A parte resteranno i due capoluoghi sardi di Sanluri e Tempio Pausania, dove si voterà il 7 e 8 giugno secondo il calendario differenziato della Regione.

Il calo più netto nel Centro-Nord

Il segnale più netto arriva dal Centro-Nord. A Venezia, con il dato quasi definitivo, l’affluenza si ferma al 56,07%, contro il 62,63% della precedente tornata: oltre sei punti e mezzo in meno. In Lombardia cala Lecco, al 58,39% contro il 64%, ma soprattutto Mantova, dove la partecipazione scende al 52,80% dal 61,87%. In Toscana il dato resta basso nei tre capoluoghi al voto: Arezzo è al 59,25%, Prato al 55,72%, Pistoia al 56,15%. Solo Pistoia segna una lieve crescita rispetto al precedente 55,85%, mentre Prato perde più di otto punti e Arezzo oltre sette.