Nonostante si scelgano i sindaci e la composizione del Consiglio comunale, dunque persone e non partiti con listini bloccati, il trend resta invariato: anche alle amministrative del 24 e 25 maggio l’affluenza ha registrato un calo. Anche piuttosto netto. Dopo la chiusura delle 6.278 sezioni su tutto il territorio, il dato segna il 60,06%, vale a dire quasi cinque punti in meno rispetto alla precedente tornata elettorale: 64,91%.
Al voto sono andati quasi 750 Comuni italiani, di cui 18 capoluoghi in tutta d’Italia. La Regione in cui si registra la percentuale più alta di votanti è l’Umbria con oltre il 70,7%, il Molise è quella che registra invece una minore partecipazione (47.7%). Male le Regioni in cui, in genere, l’attenzione politica dei cittadini è più costante: in Lombardia è andato a votare solo il 52,69% degli aventi diritto, in Emilia-Romagna il 54,36%. Male anche Liguria (53,51%), Veneto (54,42%) e Piemonte (54,43%).
È al Sud che l’astensionismo, rispetto alle Comunali precedenti, ha inciso meno: in Campania dal 68,91% al 67,85%, in Basilicata dal 62,17% al 60,77% e in Calabria dal 62,08% al 60,8%). Chi perde più punti sono: Emilia-Romagna (circa 11), Lombardia e Piemonte (9) e Toscana (dal 62,74% al 55,73%).










