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È arrivato il giorno delle amministrative. Seggi aperti in 895 Comuni di cui 121 al di sopra dei 15 mila abitanti e 773 pari o inferiori a questa soglia. Oltre 6,6 milioni gli aventi diritto al voto. Detto ciò, fino a ora, soltanto il 34,5% del campione (considerando il dato delle 19,00 di ieri) si è recato alle urne. A far discutere, quindi, è la solita affluenza, due punti percentuali e mezzo in meno rispetto alla media. Seppure i seggi resteranno aperti fino alle 15,00, in tal senso, non dovrebbero esserci sorprese. Queste ultime, invece, arriveranno dallo spoglio (previsto subito dopo la chiusura dei seggi), in particolare per quanto concerne i 18 capoluoghi (uno di Regione e 17 di Provincia) chiamati a rinnovare il proprio Consiglio comunale. Il centrosinistra dovrà riconfermarne 6, il centrodestra 5 e il centro 1. Due le realtà amministrate da profili civici, mentre 4 da un commissario.
Fari accesi su Venezia, dove i conservatori devono difendere l’eredità di Brugnaro. In corsa il suo assessore Simone Venturini che sfida il senatore dem Andrea Martella. Per quanto riguarda la parte settentrionale dello stivale, attenzione a Mantova. Dopo il decennio Palazzi, cinque, tutti uomini, tentano di prenderne l’eredità. A Lecco, il fedelissimo di Elly, Mauro Gattinoni, prova il bis, se ovviamente Filippo Boscagli, capogruppo di Fdi, glielo consente. La Lega, in Lombardia, tenta il tutto per tutto su Vigevano, comune più popoloso della regione. L'assessore uscente Roberto Ghia, sostenuto da Noi Moderati e meloniani, sfida il forzista Paolo Previde Massara, la sinistra, i vanacciani di Sevilla e Massimo Lovati, per gli appassionati di Garlasco, l’avvocato di Andrea Sempio. In Toscana, la competizione per eccellenza è quella di Pistoia. La facente funzioni Celesti prova a fermare ogni compagno possibile per difendere l’operato di Tomasi. La destra tenta di mantenere pure Arezzo con l’assessore Marcello Comanducci che affronta ben cinque contendenti. Giochi apertissimi a Prato dopo le dimissioni della sindaca dem, Ilaria Bugetti, a causa di un’inchiesta giudiziaria.











