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Voli per le vacanze estive salvi oppure no? È questa la domanda che affolla le menti dei viaggiatori italiani da quando lo Stretto di Hormuz è stato chiuso a causa del conflitto in Iran. E nonostante i tanto temuti rialzi dei biglietti e le scorte europee a più riprese date per spacciate, la risposta sembra essere positiva. Lo scenario peggiore possibile, quello degli aerei fermi causa mancanza di carburante e milioni di passeggeri a casa, è stato infatti evitato. Nonostante gli avvertimenti della Iea (Agenzia internazionale dell'energia) e il piano d'emergenza dell'Unione Europea per evitare la fine delle riserve, l'estate e le tanto desiderate ferie sembrano essere sicure per i passeggeri italiani ed europei.

Sui carburanti spiraglio dal Medio Oriente. Ma il diesel torna sopra i due euro al litro

A dirlo sono le stesse compagnie aeree, a partire dalle low cost, che su suolo europeo gestiscono il maggior numero di passeggeri, voli e di conseguenza fette di carburante. Il CEO di Wizz Air, József Váradi, già qualche giorno fa ha lanciato un chiaro messaggio distensivo al mercato e ai passeggeri in un'intervista a La Stampa: "La crisi del cherosene è un'esagerazione mediatica. Quattro settimane fa mi dissero che l'Europa sarebbe rimasta senza carburante: non abbiamo cancellato un solo volo. I voli ci saranno". Dello stesso avviso Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, che nei giorni scorsi ha assicurato: "I nostri fornitori di carburante hanno confermato proprio questa settimana di non prevedere interruzioni nelle forniture fino a metà luglio, e la situazione continua a migliorare".