Scongiurati i timori dell'Agenzia internazionale dell'energia. Il ceo di Ryanair: «La situazione continua a migliorare»
Lo Stretto di Hormuz è ancora ostaggio dei blocchi navali di Stati Uniti e Iran. Eppure, l’allarme in Europa a proposito del carburante per aerei sembra essere rientrato. Appena due mesi fa, l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) metteva in guardia dal fatto che la guerra in Medio Oriente potesse creare problemi di approvvigionamento di petrolio per il Vecchio Continente. Un’eventualità che Bruxelles ha preso molto sul serio, preannunciando un piano d’emergenza per evitare di rimanere senza scorte di carburante.
Alla fine, lo scenario più temuto non sembra essersi verificato, almeno per ora. «I nostri fornitori di carburante hanno confermato proprio questa settimana di non prevedere interruzioni nelle forniture fino a metà luglio, e la situazione continua a migliorare», ha fatto sapere nei giorni scorsi Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair. E anche dagli altri vettori non arrivano più dichiarazioni pubbliche in merito alle scorte di jet fuel. Il motivo è che la riduzione dei volumi provenienti dal Medio Oriente, causata dal blocco del traffico di petroliere dallo Stretto di Hormuz, è stato compensato più in fretta del previsto, principalmente grazie a un aumento delle importazioni di carburante dall’Africa occidentale, dagli Stati Uniti e dalla Norvegia.







