Mentre la guerra in Iran, e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, fatica a trovare una fine, dall’Unione Europea arriva un nuovo allarme per il carburante per aerei: “Se la situazione in Medio Oriente non dovesse migliorare nelle prossime settimane, si prevedono condizioni restrittive dei mercati, in particolare per il jet fuel“. È quanto emerso dalla riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è svolta il 27 maggio a Bruxelles, nella quale si è discusso delle “ripercussioni sia sul greggio che su tutti i principali prodotti petroliferi”. Secondo gli esperti, tutti i Paesi dell’Ue sono interessati da questa situazione, pur specificando che “finora l’Unione europea ha registrato ripercussioni sui prezzi, senza tuttavia interruzioni fisiche dell’approvvigionamento a livello dei consumatori”.
Il 26 maggio si è riunito anche il Gruppo di coordinamento del gas: anche in questo incontro, la Commissione e i Paesi dell’Ue hanno discusso della sicurezza degli approvvigionamenti alla luce delle continue tensioni in Medio Oriente. Il Gruppo ha confermato che al momento non vi sono preoccupazioni immediate per la sicurezza delle forniture di gas nell’Ue per la prossima stagione invernale anche perché i livelli di stoccaggio potrebbero raggiungere l’80% entro la fine dell’estate.












