Le prime avvisaglie di difficoltà nella distribuzione del carburante in diversi aeroporti preoccupano gli italiani. La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il trasporto di petrolio nel mondo, rischiano infatti di incidere anche sulla stagione turistica estiva. Un contesto di incertezza che provoca timori ai limiti della psicosi. “Ho un volo tra pochi giorni, rischio di non partire?”, “Posso prenotare le vacanze estive?”: i dubbi sono tanti. Il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, già nei giorni scorsi si è affrettato a sottolineare che, al momento, “i voli sono al sicuro“. Ma le prossime settimane saranno fondamentali per capire se ci saranno delle restrizioni e – eventualmente – di che portata. Il contesto geopolitico, infatti, è in continua evoluzione. Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), Fatih Birol, ha dichiarato a Le Figaro che l’attuale crisi di petrolio e gas è “più grave di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme“. Il mondo, ha aggiunto, “non ha mai sperimentato un’interruzione dell’approvvigionamento energetico di tale portata“. Quindi, per i prossimi mesi non ci sono oggi risposte certe e assolute. Ma possiamo provare a capire meglio il contesto rispondendo ai principali dubbi, in attesa di conoscere l’evoluzione della crisi in Medio Oriente.
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