Pubblicato il: 25/05/2026 – 13:41

CATANZARO Il giudice dell’udienza preliminare, quale giudice del rito abbreviato, Gilda Danila Romano, ha emesso oggi sentenza di assoluzione nei confronti del prof. Pierfrancesco Tassone e del prof. Daniele Torella, imputati rispettivamente dei reati di falso ideologico e uccisione di animali, nel procedimento penale denominato “Grecale” promosso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Catanzaro.

Il processo

Il pm Saverio Sapia nella propria discussione finale, aveva richiesto per Tassone la pena di mesi nove di reclusione e per Torella la pena di anni due e mesi sei di reclusione. Le parti civili costituite avevano chiesto tutte il risarcimento del danno. All’odierna udienza, il pm, alla luce dell’esame svolto da Tassone nella scorsa udienza, nonché delle deduzioni difensive di cui alla discussione finale, in sede di replica ha modificato l’iniziale richiesta di pena, invocando l’assoluzione dell’imputato. Viceversa, per la posizione di Torella, il pm ha insistito nella richiesta di condanna già formulata. La difesa dei due cattedratici, sostenuta dall’avvocato Nunzio Raimondi, ha brevemente replicato rispetto alle odierne deduzioni del pm ed ha insistito nelle conclusioni già versate nella precedente udienza di discussione. Il giudice del rito abbreviato, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha emesso sentenza di assoluzione per Tassone, ordinario di Oncologia all’U.M.G. con la formula “per non aver commesso il fatto” e per Torella, ordinario di cardiologia all’U.M.G., con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. All’esito dell’udienza, l’avvocato Nunzio Raimondi ha dichiarato: «Si conclude oggi un processo che ha generato tanta sofferenza in entrambi i miei assistiti, persone di specchiatissima moralità e di robusti principi etici. Questa sentenza, che finalmente definisce il merito di una tormentata vicenda processuale, restituisce ad entrambi questi scienziati la serenità ed il decoro che compete, indiscutibilmente suffragati da enormi sacrifici personali e da abnegazione scientifica davvero ragguardevole. Con l’assoluzione di questi due cattedratici, responsabili scientifici di progetti particolarmente importanti per la salute umana, l’Università di Catanzaro si conferma luogo di trasparente e correttissima azione amministrativa e scientifica, di primaria importanza nel campo della ricerca al cospetto anche degli altri atenei calabresi. Innegabilmente, infatti, la furia mediatica che ha fatto seguito a questa indagine, ha coinvolto, insieme alla nostra grande Università, anche scienziati di riconosciuto livello internazionale i quali hanno ricevuto negli anni, unitamente ai loro collaudati staff, plurimi riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale attraverso pubblicazioni dei loro studi sulle più accreditate riviste scientifiche mondiali. Quando la giurisdizione riesce a restituire al bene comune le sue migliori risorse – ha aggiunto l’avvocato Raimondi – fa coincidere il dovuto accertamento della verità con l’assenza di disvalore penale delle condotte e, conseguentemente, elimina il pregiudizio comune intorno a quelle attività connotate da generosità e onorato servizio».