Tre condanne un patteggiamento e sette assoluzioni per gli dodici imputati, giudicati con rito abbreviato, nel processo Grecale nato da un’inchiesta della Procura di Catanzaro che punta a far luce su un presunto sistema collaudato con la complicità di medici, vertici dell’Università Magna Graecia, dirigenti Asp, professori e ricercatori, orientato alla corruzione, al falso, alla truffa ai danni dello Stato, al maltrattamento e uccisione di animali, utilizzati come cavie negli stabulari dell’Ateneo Umg. Topi decapitati senza anestesia, lanciati contro il muro, soppressi senza rispettare procedure e protocolli, usati in spregio a ogni linea guida e norma sugli esperimenti di animali vivi.

Le condanne

Il gup del Tribunale di Catanzaro ha condannato il direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Caparello, residente a Sambiase a 4 anni e 8 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 5 anni e 4 mesi); a 4 anni Maria Caparello, residente a Roma, accusata di corruzione perché avrebbe beneficiato di un’ammissione irregolare alla scuola di specializzazione in Farmacologia e tossicologia clinica grazie al presunto rapporto corruttivo tra il padre e l’allora rettore dell’ateneo (il pm aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di reclusione); a 9 mesi e 10 giorni Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle attività di laboratorio (il pm aveva invocato in aula 9 mesi di reclusione).