BRUXELLES - "Il sistema commerciale multilaterale è oggi minacciato da una serie di attori e dall'aumento delle pratiche commerciali sleali. In questo contesto, spetta all'Ue ripristinare le condizioni di parità di trattamento, sia sul proprio mercato che nei confronti dei propri partner, per consentire al commercio di prosperare e alla concorrenza di svolgere appieno il proprio ruolo all'interno di un quadro giuridico sicuro. Pur accogliendo con favore i progressi sostanziali già compiuti negli ultimi anni nel settore della difesa commerciale riteniamo che vi sia ancora margine di miglioramento". E' quanto si legge in un documento sostenuto da Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Lituania in vista della riunione sul dossier Cina convocata per venerdì dalla Commissione.

Nel breve termine il non-paper elabora una serie di proposte. In primo luogo "la Commissione deve destinare maggiori risorse alle unità e ai gruppi incaricati dell'attuazione degli strumenti di difesa commerciale". In secondo luogo l'Unione "dovrebbe valutare con maggiore frequenza l'opportunità di avviare indagini di salvaguardia in caso di perturbazioni commerciali a livello settoriale. Sebbene lo strumento di salvaguardia faccia parte del nostro arsenale sin dalla sua introduzione nell'accordo specifico del Wto, finora è stato utilizzato solo in due occasioni. È inoltre possibile ricorrere alle misure di salvaguardia a integrazione dei dazi antidumping e compensativi esistenti o delle inchieste antidumping e anti-sovvenzioni." In terzo luogo "l'Ue dovrebbe assumere un atteggiamento più proattivo e valutare la possibilità di contestare in modo più sistematico, dinanzi all'Organo di risoluzione delle controversie del Wto, qualsiasi misura che sia chiaramente in contrasto con gli accordi o le norme pertinenti", si legge nel testo.