Non sono ancora del tutto definiti i termini del cosiddetto accordo Usa-Ue sui dazi e sulle altre clausole (investimenti europei negli Stati Uniti e acquisti energetici) delle quali, peraltro, la Commissione non può garantire il rispetto per mancanza di competenza. Peraltro, questo accordo, che sarebbe molto meglio definire come accettazione di una imposizione da parte di una leadership europea in dissolvimento, deve essere ratificato dai governi europei e dal parlamento europeo.

E’ ancora di difficile valutazione l’entità effettiva del danno causato, all’economia e alla rilevanza politica dell’Europa, dalla genuflessione in terra di Scozia dove, in una proprietà di Trump, si è simbolicamente svolto l’incontro per la sigla dell’accordo con cui si è accettato l’aumento dei dazi generalizzato al 15% con rilevanti eccezioni in aumento. Per ciò che riguarda il danno economico, sarà rilevante la direzione del riaggiustamento complessivo dei flussi degli scambi commerciali a livello mondiale, e delle catene globali del valore che li sostengono. Riaggiustamento che deriverà dall’imposizione di dazi generalizzata, ma in misura molto differenziata, da parte degli Stati Uniti a tutti i suoi partner commerciali. Questi riaggiustamenti avranno anche inevitabili ripercussioni geopolitiche.