Mola Ora che il falllimento si è compiuto dopo la disastrosa partita di San Siro, fotografia perfetta di una stagione nevrotica, illogica e piena di veleni e controsensi, restano solo macerie e lacrime (dei tifosi). Del resto la seconda consecutiva mancata qualificazione alla Champions League è il risultato di quattro anni di gestione senza alcun tipo di programmazione. Il Milan deve chiedersi perché ha gettato al vento l’unico vero obiettivo stagionale che solo due mesi fa sembrava ampiamente alla sua portata. I rossoneri sono crollati nelle ultime dieci giornate, contro il Cagliari il tracollo definitivo. Eppure fuori dalle prime quattro il Diavolo c’era stato solo ad agosto dopo il debutto (ko a San Siro con la Cremonese). Ieri sera ha visto l’inferno. Un disastro dal punto di vista sportivo, finanziario ed emotivo che legittima la rabbia dei tifosi, delusi e traditi. Di solito si dice che i processi vanno fatti a freddo e con lucidità. In questo caso no, perché c’è poco da analizzare: tutti sono colpevoli di questa disfatta. Squadra e allenatore, le cui certezze si sono sbriciolate sul campo ma probabilmente ancor prima nello spogliatoio. E poi la dirigenza, che poco o nulla ha fatto per trasmettere serenità al gruppo. Le invasioni di campo di Furlani e Ibrahimovic alla fine si pagano. Gerry Cardinale, quando ormai era troppo tardi, è corso al capezzale del Milan ferito. Che sanguinava ed era disorientato. Anche ieri l’azionista di maggioranza è voluto stare vicino alla squadra, ha pranzato con il braccio destro Calvelli e con Ibrahimovic; mai però avrebbe immaginato che la “full immersion“ sarebbe finita così. Certo, comunque gli sarebbe toccato cambiare management anche con il quarto posto in cassaforte. Adesso sarà necessario un ribaltone totale, a tutti i livelli. Tecnico e dirigenziale. E di questo Cardinale dovrà occuparsene subito con il braccio destro Calvelli. L’ad Furlani era già pronto a farsi da parte. Ibrahimovic non avrà un ruolo plenipotenziario. E anche Allegri, già titubante, potrebbe lasciare (come Tare e Moncada) e sposare il progetto del Napoli. Ripartire sarà molto difficile. Continua a leggere tutte le notizie di sport su
(S)punti di vista. Zero programmi un fallimento e molti colpevoli
Mola Ora che il falllimento si è compiuto dopo la disastrosa partita di San Siro, fotografia perfetta di una...













