Povero Diavolo che pena mi fa, cantava in una celebra canzone Riccardo Cocciante. Il paragone con il Milan calza alla perfezione. Una squadra senza anima e una società senza un chiaro progetto. Il miracolo Italiano, casomai ce ne fosse stato bisogno, ha messo a nudo i limiti inaccettabili di un club che ha dominato in Europa e adesso si barcamena nella mediocrità. Le colpe dei dirigenti si riflettono sui giocatori, nessuno ha la coscienza tranquilla nel momento della verità, quando tutto o quasi ormai è perduto. Non basta la Supercoppa di gennaio a dare un senso a una stagione che un senso non ce l’ha. È facile dire che serve una scossa, ma per ripartire è necessario capire sin dove si è precipitati. Il Milan ignora le regole più elementari di come si fa calcio.