I buchi neri non finiscono mai di sorprendere. All’inizio erano visti semplicemente come una bizzarria e una mostruosità; poi sono diventati un “topos” positivo della fantascienza, in associazione con i ponti di Einstein-Rosen e i wormhole; e alla fine sono cresciuti fino a diventare aggregatori di galassie, promotori della formazione stellare e fattori indispensabili alla nascita della vita intelligente nell’Universo. Saranno gli ultimi oggetti a esistere nel Cosmo quando l’energia oscura avrà raffreddato e oscurato tutto, inoltre è possibile (forse addirittura probabile) che all’interno del black hole nascano nuovi Universi, e c’è addirittura chi sostiene che tutto il Cosmo in cui viviamo si trovi all’interno di un colossale buco nero. Ce n’è abbastanza per sbizzarrirsi. Il libro più recente e più aggiornato sull’argomento è Affrontare l’infinito. I buchi neri e il nostro posto sulla Terra di Jonas Enander (Neri Pozza). Dentro c’è tutto, non proveremo qui a dar conto di questo tutto, ma ecco una rassegna delle prospettive più immaginifiche. Generatori di infiniti Universi Un’astrazione teorica note come buco nero di Kerr prevede addirittura che i black hole generino necessariamente al loro interno non solo un Universo, ma addirittura un numero infinito di Universi. Si tratta di un’astrazione perché questo sarebbe vero per un ipotetico buco nero che esiste da sempre e esisterà per sempre, mentre quelli reali hanno un inizio e una fine; tuttavia, anche se la realtà fisica si deve accontentare di prospettive meno straordinarie di un buco nero di Kerr, è ritenuto verosimile da molti astrofisici che i black hole producano davvero nuovi Cosmi al loro interno. Facciamo l’ipotesi che il nostro Universo si trovi davvero all’interno di un buco nero: quali caratteristiche avrebbe? È stato calcolato un diametro teorico di 300 miliardi di anni luce, cioè molto più dell’Universo osservabile. Enander elenca pure le obiezioni di chi non crede che il Cosmo sia un black hole, ma aggiunge che non si potrà arrivare a una conclusione finché non avremo compreso la natura dell’energia oscura, che si chiama così perché (al momento) non ne sappiamo nulla, se non che corrisponde (addirittura) al 68% del totale massa/energia dell’Universo, e che sta costantemente dilatando il Cosmo ben oltre i 300 miliardi di anni luce attualmente ipotizzati. Cunicoli nello spazio/tempo Per tornare alla fantascienza, l’astrofisico Kip Thorne, consulente scientifico del film Interstellar, rispondendo a una specifica domanda di Enander si dice «convinto che nel nostro Universo non possano formarsi in modo naturale cunicoli spazio-tempo abbastanza larghi da permettere il transito di esseri umani», ma aggi unge che, in linea teorica, niente vieta che in futuro «una civiltà molto avanzata sia in grado di crearli artificialmente». Quindi, non si può escludere che in futuro i buchi neri ci aprano le porte dell’infinito.