Sono tra gli oggetti più misteriosi, affascinanti e al tempo stesso spaventosi dell'Universo. I buchi neri sono, infatti, ancora oggi per noi impenetrabili tanto che per studiarne l'esistenza, le caratteristiche e il comportamento dobbiamo basarci sull'effetto che hanno sullo spazio circostante, sugli altri corpi celesti e sulla luce emessa dalle stelle. A proporre oggi un'alternativa è stato Cosimo Bambi, astrofisico dell'Università di Fudan, in Cina, secondo cui per riuscire a guardare dentro i buchi neri potremmo inviare una minuscola sonda spaziale, delle dimensioni di una graffetta, spinta da raggi laser e lanciata nello Spazio alla velocità della luce. La sua idea di una missione interstellare verso un buco nero è stata pubblicata sulla rivista iScience.I buchi neri, laboratori idealiI buchi neri generano i campi gravitazionali più intensi dell'Universo, a tal punto che neanche la luce è abbastanza veloce da raggiungere la velocità di fuga dalla loro potente attrazione. Sebbene conosciamo qualcosa sul loro comportamento, non sappiamo ancora abbastanza sui buchi neri, soprattutto considerando che sarebbero laboratori perfetti per testare la relatività generale e altre leggi della fisica, e ci permetterebbero di condurre test e sperimentazioni impossibili da fare sulla Terra. "Non conosciamo la struttura di un buco nero, in particolare della regione all'interno dell'orizzonte degli eventi. La relatività generale fa previsioni chiare, ma alcune sono certamente errate", ha spiegato l'esperto a ScienceAlert. "I buchi neri sono quindi laboratori ideali per individuare possibili deviazioni dalle previsioni della relatività generale”.Il progettoNella sua proposta, l'astrofisico si è concentrato su due sfide chiave da dover affrontare: individuare un candidato idoneo e sviluppare sonde in grado di sostenere il viaggio. Attualmente, infatti, non disponiamo delle tecnologie che servirebbero per affrontare una missione del genere e che ci permetterebbero di inviare una sonda spaziale in un buco nero, ma tra 20 o 30 anni potremmo averle. Inoltre, trovare un buco nero adatto da visitare non è affatto semplice: basti pensare che il buco nero noto più vicino alla Terra si trova a una distanza di ben 1.600 anni luce circa. Ed è davvero troppo lontano. Quella proposta da Bambi, quindi, è un primo passo nella progettazione di una missione, un'idea che richiede una pianificazione a lungo termine.Alla ricerca di un buco neroSecondo l'autore, tuttavia, potrebbero esserci buchi neri molto più vicini e trovarli entro il prossimo decennio potrebbe non essere impossibile. Ma molto difficile sì: i buchi neri, infatti, non emettono né riflettono luce e sono quindi praticamente invisibili ai telescopi. "Sono state sviluppate nuove tecniche per scoprire i buchi neri", ha dichiarato in una nota Bambi. "Penso che sia ragionevole aspettarsi di trovarne uno vicino entro il prossimo decennio". Secondo l'esperto, se ci fosse un buco nero entro 20-25 anni luce dal Sistema Solare, potremmo riuscire a sviluppare la tecnologia per una missione del genere. "Se il buco nero non si trova entro 20-25 anni luce, ma comunque entro 40-50 anni luce, i requisiti tecnologici sono più impegnativi”, ha aggiunto l'esperto. “Se il buco nero si trova a più di 40-50 anni luce, temo che dovremo rinunciare”.La nano sondaIl passo successivo, come anticipato, sarebbe come arrivarci. Ciò richiederebbe lo sviluppo di una sonda spaziale delle dimensioni di una graffetta (nanosonda) in grado di viaggiare a velocità fino a un terzo della velocità della luce, alimentata prima da laser terrestri e poi durante il suo lungo viaggio da energia solare. "Due o più sonde in orbita attorno al buco nero sarebbero l'opzione migliore", ha commentato a ScienceAlert Bambi. "In generale, abbiamo bisogno che la sonda si avvicini il più possibile al buco nero, per poi separarsi in una sonda principale e in molte sonde più piccole. Se queste sonde possono comunicare tra loro attraverso lo scambio di segnali elettromagnetici, possiamo determinare le loro traiettorie esatte attorno al buco nero e come i segnali elettromagnetici si propagano attorno al buco nero”. Tutti i dati inviati dalla sonda viaggerebbero alla velocità della luce per tornare sulla Terra, per una durata totale della missione, secondo i calcoli dell'esperto, di circa un secolo. Un tempo lungo, ma per cui varrebbe assolutamente la pena. "Può sembrare davvero folle, e in un certo senso più vicino alla fantascienza”, ha concluso l'esperto. “Ma si diceva che non avremmo mai rilevato le onde gravitazionali perché troppo deboli. Ci siamo riusciti, 100 anni dopo. Si pensava che non avremmo mai osservato le ombre dei buchi neri. Ora, 50 anni dopo, ne abbiamo le immagini di due”.
Un astrofisico vuole inviare una sonda spaziale (delle dimensioni di una graffetta) ad esplorare i buchi neri
Sebbene oggi possa sembrare folle, questa idea potrebbe un giorno diventare reale. Certo, ci sono due sfide chiave da affrontare
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