Imisteriosi puntini rossi che il telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Canadese, ha individuato nell'universo primordiale, potrebbero nascondere una classe di oggetti cosmici completamente nuova.
Potrebbero cioè essere degli ibridi tra stelle e buchi neri, gigantesche sfere di gas caldo così dense da assomigliare a stelle ma alimentate da buchi neri supermassicci che divorano materia ed emettono luce.
È quanto ipotizza lo studio pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics e guidato dall'Istituto Max Planck per l'astronomia di Heidelberg, in Germania. Secondo gli autori della ricerca, questi oggetti potrebbero rappresentare l'anello mancante nella formazione dei giganteschi buchi neri che vediamo oggi al centro delle galassie.
Finora si pensava che i puntini rossi scoperti da Webb già con le sue prime osservazioni fossero galassie incredibilmente antiche e già molto mature nel baby-universo, tanto da mettere in discussione ciò che si sa sui processi di formazione di questi oggetti. Ma, secondo le analisi dei ricercatori guidati da Anna de Graaff, i puntini sono troppo luminosi: le stelle dovrebbero essere ammassate a una densità impossibile e quindi essersi formate con processi straordinari mai osservati.







