Era il 1999 quando Leslie Grace del gruppo William Grant, una delle pioniere della distillazione al femminile, ruppe la tradizione dei gin London Dry con una ricetta folle e perfetta, fresca e originale

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Chiunque butti via il cetriolino dal suo BigMac, si fermi a riflettere. Perché il Cucumis sativus , troppo spesso dileggiato, è in realtà uno dei responsabili del boom del gin contemporaneo. Se oggi il distillato di ginepro vive un Rinascimento senza soste ed è diventato l’anima della mixology mondiale, dando vita a un’infinità di brand e ricette, parte del merito è del cetriolo. E di Hendrick’s, il marchio scozzese che per primo lo ha usato, mostrando che il gin poteva essere creativo.Era il 1999 quando Leslie Grace del gruppo William Grant, una delle pioniere della distillazione al femminile, ruppe la tradizione dei gin London Dry con una ricetta folle e perfetta, fresca e originale, che prendeva spunto dall’abitudine molto inglese di mangiare sandwich al cetriolo nei giardini. Un gin complesso, con 11 botaniche fra classiche (ginepro, angelica, coriandolo, limone e arancia) e meno (cubebe, cumino, sambuco, camomilla, achillea e radici di iris) e un metodo produttivo unico: due alambicchi differenti per unire uno spirito floreale e uno corposo e due ingredienti rivoluzionari aggiunti in seconda battuta, cetriolo e rosa damascena. Era nato Hendrick’s, con la sua bottiglia da farmacia vittoriana e uno stile unico.Da allora, Hendrick’s è stato punto di riferimento dei versatili gin contemporanei, adorati dalla Gin Tonic generation, ma non ha smesso di innovare, anche nel marketing. La serie sperimentale «Cabinet of curiosities», così come le edizioni limitate, non solo hanno spostato sempre più in alto l’asticella della fantasia, ma sono anche valsi al brand il titolo di «Monty Phyton del gin» proprio per la creatività. Che oggi compie un ulteriore passo.