Nonostante i consumi di gin siano ancora molto alti in Italia e nel mondo, c’è chi arriva sul mercato rilanciando una modalità di servizio e inserendo un nuovo perfect serve. La prospettiva corretta con cui analizzare il mercato oggi deve essere retroattiva, il gin è stata infatti una delle categoria di distillati con la crescita più significativa degli ultimi quindici anni, trainata dalla cosiddetta ginaissance, ovvero la nascita di un numero cospicuo di prodotti artigianali e premium. Non solo continua a essere uno degli spiriti più importanti nel settore miscelazione ma in mercato come quello italiano, resta una categoria forte e resistente alla crisi degli ultimi tempi.
La sua versatilità, la sua facilità di consumo, il forte marketing e la annessa pubblicità che hanno accompagnato il lancio di tante nuove etichette ne fanno un prodotto particolarmente fruibile anche da chi non è un intenditore. Forse anche per questo motivo, si è perso un po’ l’interesse verso un drink come il gin tonic, apparentemente banale ma come tutte le ricette più semplici, con una grandissima capacità di personalizzazione.
Il successo del Gin Tonic non si misura soltanto nella diffusione del gin. Oggi è stabilmente tra i cocktail più ordinati nei locali italiani (al quarto posto secondo le ricerche di CGA by NIQ) e continua a conquistare consumatori grazie alla sua capacità di reinventarsi attraverso garnish, servizio e storytelling. È in questo scenario che si inserisce Berjamór, il nuovo perfect serve di Martin Miller’s Gin.











