Per essere definito gin un distillato secondo l'Unione Europea deve avere un Abv, indice di gradazione alcolica, di almeno 37,5°. Ma come sanno i puristi del Martini cocktail, si può arrivare molto oltre con le versioni in puro stile british delle etichette over proof che sfiorano i 50 gradi. Per venire incontro a un nuovo stile di bevuta più sobria e moderata che si sta diffondendo soprattutto tra le nuove generazioni stanno nascendo altre tipi di offerte con i distillati no alcol.

Si tratta di un mercato con una crescita straordinaria che si estende anche nell’aurea via di mezzo con una proposta sempre più varia. Ecco tre esempi di etichette per ogni gusto e gradazione, ma senza scendere a compromessi con la qualità.

British style, ritorno alla fonte

«Sharp as Savile suite», impeccabile come un completo sartoriale di Savile Road. Ma, allo stesso tempo, liscio e levigato come una Bentley. Aveva le idee chiare Martin Miller quando si è messo a progettare a tavolino il miglior gin del mondo, e i punti di riferimento non a caso erano la quintessenza del british style. Si era il 1999, alla viglia del Terzo Millennio e soprattutto del Rinascimento del distillato fino a quel momento percepito come un liquore tutt’altro che premium.