HomeEsteriTeheran offre l’apertura di Hormuz, in cambio chiede sanzioni più leggere: gli ultimi ostacoli con gli Usa per la tregua in IranI punti al centro del negoziato: gli ayatollah contano di guadagnare 10 miliardi in 60 giorni. La strategia americana: concessioni in cambio di condizioni precise e risultati concretiViolente proteste a Nairobi per l’aumento dei costi del carburanteRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciDovrebbe chiamarsi ‘Dichiarazione di Islamabad’ e, se non dovesse saltare tutto prima il 5 giugno dovrebbe essere il giorno dove si terranno colloqui più approfonditi fra la delegazione americana e quella iraniana e partire gli ulteriori 60 giorni di tregua, nella speranza di raggiungere un’intesa. Al Arabiya, sul proprio sito in arabo, citando fonti di alto livello dice che il memorandum potrebbe venire annunciato dal Pakistan “senza necessità della presenza delle parti coinvolte”.
Ognuno sta sulle sue, insomma. Del resto, visto il processo negoziale in ballo, metterci la faccia potrebbe diventare complicato. Qualche notizia positiva, però, c’è. Secondo Axios, la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, avrebbe visto il testo preliminare. “A quanto ci risulta, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha approvato il quadro generale dell’accordo, ma resta ancora da vedere se questo si tradurrà in un accordo definitivo” ha spiegato il giornalista statunitense di Axios, Barak Ravid. C’è poi l’incognita Israele. Il premier di Tel Aviv, Benjamin Netanyahu, ieri sera ha convocato una riunione ristretta del gabinetto di sicurezza. Netanyahu preme per il disarmo completo di Hezbollah, vede dunque di cattivo occhio la clausola dell’accordo che chiede l’interruzione del conflitto ovunque, anche in Libano, dove si continua a combattere ogni giorno, con scambi di bombardamenti fra Israele e l’organizzazione terroristica sciita.














