La sospensione dell’ordine esecutivo di Trump sull’AI arriva mentre la Cina accelera su tecnologie, filiere e potere digitale. In un mercato dominato da colossi privati e da asimmetrie con Pechino, la vera sfida per le democrazie è trovare un equilibrio: evitare la burocrazia che blocca l’innovazione e puntare su una autorità pubblica di valutazione tecnica capace di garantire la sicurezza e l’ affidabilità delle piattaforme senza frenare la corsa dell’Intelligenza artificiale

La recentissima sospensione dell’Executive Order del Presidente Donald Trump in materia di Intelligenza Artificiale è l’indice di uno scontro politico tra due visioni che si oppongono all’interno del Partito Repubblicano. L’ordine esecutivo avrebbe dovuto introdurre controlli federali preventivi sui modelli AI di frontiera, ma è stato congelato dopo settimane di pressioni incrociate.

Da un lato c’è la “Silicon Valley trumpiana” (Peter Thiel, Elon Musk, Marc Andreessen), che vede l’affermazione del primato internazionale degli Stati Uniti nell’AI fondato sulla velocità e si oppone a ogni forma di regolazione. Questa visione è sintetizzata nel manifesto “The Techno-Optimist” di Andreessen.

Dall’altro lato c’è chi, nel governo degli Stati Uniti, considera l’Intelligenza Artificiale una tecnologia duale di rilevanza strategica, paragonabile agli armamenti nucleari.