L’Executive Order segna una scelta politica netta: per Washington l’AI non è solo mercato o rischio, ma leva di potenza strategica. A differenza dell’Ue, che privilegia una regolazione preventiva del rischio, gli Usa puntano su sicurezza, cooperazione con l’industria e primato tecnologico senza vincoli ex ante allo sviluppo. L’analisi di Stefano Mele, partner dello studio legale Gianni & Origoni
L’Executive Order “Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security”, pubblicato dalla Casa Bianca il 2 giugno 2026, delinea la nuova postura americana sull’Intelligenza artificiale.
Non ci si trova dinanzi ad un testo che affronta il tema dell’AI come un ambito da imbrigliare in una nuova architettura autorizzativa preventiva, né come un’innovazione da lasciare esclusivamente al libero sviluppo del mercato. Il punto che questo Executive Order pone con forza all’attenzione degli analisti è, invece, come Washington stia provando a collocare l’Intelligenza artificiale avanzata all’interno di una cornice in cui leadership tecnologica e sicurezza nazionale sono trattate come due facce della medesima priorità strategica.
Lo si coglie – con chiarezza – già nella parte iniziale del documento. Da un lato, la Casa Bianca rivendica esplicitamente il primato americano nell’AI e lo collega al rifiuto di prevedere un sistema di regolazione giuridica eccessivamente oneroso, in quanto freno all’innovazione. Dall’altro, invece, il testo rimarca come le capacità avanzate di AI pongano nuove questioni di sicurezza nazionale, tali da richiedere un’azione coordinata di dipartimenti e agenzie federali.















