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Vincendo 2-0 col Parma, la squadra maschile di calcio dell’Inter ha vinto per la ventunesima volta la Serie A. Lo ha fatto con un allenatore nuovo e quasi esordiente, il 45enne rumeno Cristian Chivu, al termine di un campionato in cui ha dimostrato di essere la squadra più forte e completa.
Con questo successo, a cui l’Inter può aggiungere la Coppa Italia (il 13 maggio affronterà la Lazio in finale), Chivu ha già eguagliato il precedente allenatore Simone Inzaghi per numero di Scudetti vinti, mettendoci però appena un anno, invece che tre. Ci è riuscito grazie a un lavoro in continuità con quello di Inzaghi, ma pure grazie a qualche significativa novità, e ad alcuni calciatori che hanno giocato più e meglio che in passato.
Partiamo dall’inizio: la stagione dell’Inter era iniziata con premesse molto particolari. Dopo una stagione 2024-2025 per tanti versi brillante ma terminata senza trofei e la sconfitta in finale di Champions League per 5-0, in molti ritenevano necessaria una «rivoluzione», perché diversi giocatori erano in là con gli anni e la squadra sembrava “a fine ciclo”.
Non ci furono invece grossi stravolgimenti: in gran parte i giocatori rimasero gli stessi. L’acquisto più importante del calciomercato estivo fu il difensore svizzero Manuel Akanji. Soprattutto, nonostante la positiva ma breve esperienza da allenatore del Parma, l’Inter chiamò Chivu a rimpiazzare un allenatore di successo come Inzaghi. Fu una scelta discussa e poco affascinante, ma al contempo pragmatica e di continuità: Chivu allenava nelle giovanili dell’Inter quando Inzaghi era a capo della prima squadra, e con lui ha sempre detto di avere «un bel rapporto».













