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3 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 23:53

Quella che ha vinto lo scudetto 2025/26 è stata sicuramente l’Inter di Chivu. Ma è stata un po’ anche quella di Inzaghi. Lo dicono i numeri, lo ribadiscono soprattutto i nomi. E lo dicono le opinioni che si sono sentite nell’arco di tutta la stagione: l’allenatore è stato bravissimo a rivitalizzare un gruppo arrivato stremato, nei nervi, dopo la sconfitta in finale di Champions. Ed è stato bravo a rivitalizzarlo praticamente senza giocatori nuovi: è vero, sono arrivati Sucic, Luis Henrique (giocatori già presi di fatto la stagione prima, quindi avallati dalla precedente gestione), Bonny e Akanji, questi ultimi due davvero pensati dal nuovo allenatore. Ed è stato pescato dal cilindro quel Pio Esposito che ha saputo essere una bellissima rivelazione del campionato e della squadra. Ma poi, poco altro: Chivu è stato bravissimo a fare fuoco con la legna che aveva, tirando fuori il meglio anche da chi aveva deluso, come Zielinski. La rivoluzione in panchina, di fatto, non era stata seguita da quella in campo. Ma ora cambia tutto.

Perché con i suoi 27,8 anni di età media in campo (fonte Transfermarkt), l’Inter è la penultima ex aequo con Lazio e Cremonese, davanti solo al Napoli (28,1). Un dato che fa riflettere e che potrebbe aprire a una valanga di questioni sul calcio italiano in generale, non da affrontare in questa sede. Ma in tutti i casi, il lavoro di ringiovanimento pur provando a mantenere altissimo il livello deve partire necessariamente, anche per adattare l’Inter alle idee del suo allenatore, che vorrebbe, per esempio, passare a una difesa a 4. Da cosa si parte? Dalle scadenze contrattuali: sono sei i giocatori (tutti abbondantemente over 30) pronti a liberarsi a zero, salvo forse il terzo portiere, Di Gennaro. Per gli altri (Sommer, de Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan) le possibilità di restare sono davvero pochissime.