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4 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:05

“È giusto che i ragazzi si godano la festa e l’affetto dei tifosi. Questi giocatori se lo meritano. Io sono andato nello spogliatoio a fumarmi una sigaretta…”. Cristian Chivu racconta così le sue emozioni dopo la vittoria del 21esimo scudetto dell’Inter, il suo primo da allenatore. Aveva fatto lo stesso dopo il Triplete: mentre gli uomini di Mourinho all’alba festeggiavano in un San Siro gremito, Chivu era tornata nella sua terrazza di casa. Una birra e quel vizio da soddisfare, per fermarsi e assaporare l’impresa appena compiuta. Nel momento della festa, Chivu preferisce l’intimità lontano dai riflettori. Fa parte del suo carattere e della sua tempra: “Umanamente sono atipico”, dice di se stesso.

Il tecnico rumeno non vuole prendersi la scena. In conferenza stampa, dopo la festa sul prato del Meazza, sceglie di far parlare i suoi collaboratori e si mette di lato: “Lascio spazio a loro perché se lo meritano”. Vuole essere il condottiero ma non il frontman, nonostante tutti gli riconoscano un’impronta indelebile su questa Inter campione d’Italia. Semmai, le sue parole sono per difendere i suoi uomini: “Sono felice per questo gruppo, i ragazzi, la società, questi tifosi meravigliosi che ci hanno sostenuto dall’inizio e hanno dovuto subire la narrativa dell’anno scorso e lo sfottò di chi ha cercato sempre di denigrare questa società. I ragazzi sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, a rinascere e a trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Ce l’hanno fatta e sono contento per loro, questa è una pagina importante di questa gloriosa società”, dice a Dazn.