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26 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 13:17
L’esordio di Cristian Chivu in Serie A con l’Inter è una goleada. Ed è ancora più netto di quello di Conte e Inzaghi nel 2019 contro il Lecce (4-0) e nel 2021 contro il Genoa (4-0). Il 5-0 al Torino è un messaggio forte e chiaro al campionato: “Ci davate per morti, ma noi ci siamo”. Sučić è già determinante e la ThuLa torna a segnare insieme. E poi c’è un dato: un allenatore straniero non vinceva al debutto in nerazzurro da 22 anni. L’ultima volta era il 2003 e in panchina c’era Héctor Cúper (2-0 contro il Modena). “Ho troppi pensieri per la testa, a volte mi fanno bene. È ovvio che tornare in questo stadio dopo quello che ho fatto da giocatore mi dà una grande responsabilità”. Quello di Chivu a San Siro è un ritorno perfetto: lo aveva lasciato da calciatore con parastinchi e quell’inconfondibile caschetto per la testa, oggi lo ritrova con un pantalone lungo e una panchina da gestire. Con pazienza, responsabilità e grande entusiasmo.
Abbandonare i fantasmi del passato per una nuova ripartenza. La delusione della passata stagione lascia spazio ai sorrisi e all’armonia ritrovata. Dentro e fuori dal campo. Thuram torna a segnare e Lautaro lo rifà contro il Toro di Baroni. Bastoni segna il primo gol ufficiale della stagione nerazzurra e poi commenta così il ritorno del numero 9: “Lui migliore in campo? Sono felice per Marcus che aveva scelto gli ultimi sei mesi della passata stagione di andare in vacanza… finalmente è tornato”. A chiudere la manita c’è spazio anche per la gioia del nuovo acquisto Bonny (che dopo Parma ritrova proprio Chivu anche in nerazzurro). A prendersi la scena nel mezzo del 3-5-2 è il nuovo centrocampista Sučić che illumina il Meazza con giocate di alto livello e imbucate. Gioco veloce e tanta verticalizzazione. Così, per la terza volta nella sua storia, l’Inter vince all’esordio con almeno 5 gol di scarto.









