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1 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:30

La prima caduta di Cristian Chivu sulla panchina dell’Inter arriva a San Siro, contro un’Udinese trasformata dal mercato e capace di rimontare lo svantaggio iniziale fino all’1-2 finale. Dopo il netto successo all’esordio, il tecnico rumeno incassa la sua prima delusione, ma soprattutto lancia un messaggio chiaro ai suoi giocatori: basta leziosità, serve concretezza. Quando a fine partita Chivu deve analizzare il ko, il tema ricorrente è quello di una squadra troppo compiaciuta di sé stessa: “Oggi abbiamo avuto fatica nel creare gioco, siamo stati leziosi e non abbiamo cercato la superiorità. Bisogna specchiarsi meno e giocare più in verticale: non è semplice, i ragazzi vengono da anni di abitudini che non si cancellano in una settimana”. Un riferimento nemmeno troppo velato al lavoro del suo predecessore, Simone Inzaghi, che aveva costruito un’Inter dominante ma spesso innamorata del possesso. Chivu vuole una svolta.

Il tecnico rumeno chiede di sporcarsi le mani: “Sono i momenti che bisogna imparare a gestire: quando si può fare il bello si fa, ma bisogna anche imparare a fare lo sporco. Non siamo più scarsi dopo la prima giornata e siamo sempre un cantiere aperto. Bisogna trovare la squadra giusta e lavorare sodo, il campionato è lungo”. “Alla prima situazione difficile c’è stato il rigore contro e abbiamo perso la lucidità e tutta la motivazione“, ha sottolineato ancora Chivu a fine partita. Che ha picchiato duro sull’aspetto mentale: “Nel secondo tempo ho visto più voglia e grinta, ma spesso la lucidità si è persa con il passare del tempo e nelle occasioni che abbiamo avuto in area non siamo riusciti a fare gol”.