HomeMassa CarraraCronacaCermec, rinviato il piano industriale. Cisl preoccupata: "E’ in gioco il futuro"Il cda di RetiAmbiente ha sottoposto l’atto al Comitato di patto. "Serve al più presto un nuovo impianto" .Un’immagine all’interno del Cermec durante una visita scolastica e, in alto,. il segretario della Fit-Cisl Luca ManniniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl destino del Cermec è appeso al Piano industriale di RetiAmbiente, la Fit-Cisl chiama a raccolta politica e sindaci per una posizione unitaria. "Negli ultimi anni – dice Luca Mannini, segretario della Fit-Cisl – abbiamo spesso portato all’attenzione pubblica la vetustà dell’attuale impianto (che si è guastato due volte negli ultimi 4 anni, ndr), evidenziando la necessità di progettarne e realizzarne uno nuovo, e abbiamo ribadito che la nostra provincia non può rischiare di perdere un’infrastruttura di questa importanza, all’interno del contesto di area vasta, a favore di altri territori". Una storia, quella del Cermec, che parte da lontano. "All’epoca dei nostri primi interventi – continua la Cisl – la soluzione era stata individuata in un biodigestore anaerobico: un’opera finanziata prima da RetiAmbiente, poi dai fondi Pnrr e, una volta sfumati questi ultimi, nuovamente da RetiAmbiente. A distanza di anni, però, non essendo stato realizzato alcun nuovo impianto, la problematica non solo resta irrisolta, ma si aggrava ulteriormente alla luce degli ultimi eventi. Il 19 maggio scorso, infatti, il cda di RetiAmbiente avrebbe dovuto approvare l’aggiornamento del Piano industriale che pochi giorni prima era stato presentato, agli addetti ai lavori, dalla stessa società alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il cda, invece, non ha deciso inviando la bozza del Piano al Comitato di patto (ovvero al Comitato del controllo analogo), che a quanto ci risulta dovrebbe riunirsi l’8 o il 9 giugno prossimo. L’obiettivo è che l’atto, dopo i necessari approfondimenti e le dovute correzioni, sia rispedito al cda di RetiAmbiente per la sua approvazione o eventuale bocciatura. Si tratta di un percorso tortuoso che allunga i tempi, considerato anche che l’attuale cda decadrà il prossimo 30 giugno. Un simile contesto rischia di ritardare notevolmente l’approvazione del Piano o, scenario ancor peggiore, di portarlo verso una bocciatura".