HomeModenaCronaca"Allarme Ets, sulla ceramica è una stangata"Il convegno a Confindustria: "L’acquisto di quote di emissioni gas serra è oneroso e può portare a una deindustrializzazione"Gli esperti invitati al dibattito sugli Ets e il comparto ceramicoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl tema c’è. Anche perché, si è detto, "il rischio di deindustrializzazione è concreto". Per la manifattura in generale, per la ceramica, settore energivoro per definizione, in particolare. Il tema è sempre quello, ovvero il sistema ETS, trasformatosi negli anni da misura di salvaguardia ambientale a tassa occulta – nemmeno troppo occulta, poi – che condiziona le imprese che reggono il distretto ceramico. Si parla di extracosti annui, dal 201 al 2025, di 70 milioni di euro annui che, in assenza di revisione del sistema, potrebbero diventare 120. Non il massimo per un comparto già penalizzato da un’instabilità geopolitica che asciuga la domanda e da una concorrenza extraeuropea che sui mercati corre senza la zavorra dei già citati ETS. A fare il punto un convegno, ospitato da Confindustria Ceramica, introdotto da Andrea Serri e Mauro Rullo di Confindustria Ceramica e moderato da Ilaria Vesentini, vice direttore di Italy Post, voluto dall’Associazione Stampa Modenese, che ha convocato un panel di addetti ai lavori ottenendone un confronto che ha evidenziato come la filiera sia effettivamente a rischio, in assenza di una revisione del sistema. E la revisione degli ETS è ‘appesa’ ad un lungo iter che vedrà il Parlamento Europeo studiare possibili soluzioni a quello che per la ceramica italiana è diventato ‘il’ problema e ne mette a rischio la competitività. Concordi, sulle criticità dell’oggi, il vicepresidente di Confindustria Ceramica Alberto Selmi e il presidente di Acimac Paolo Lamberti, che hanno evidenziato la "grande sofferenza" e la "crescente preoccupazione" delle imprese, cui il 2026 sta già presentando il conto. Da gennaio a marzo la meccanica per ceramica flette del 18%, la ceramica del 2%: contesto non incoraggiante, rispetto al quale Selmi ha fatto capire come "l’Italia, con il suo know how, è il posto migliore al mondo per produrre ceramica, ma dobbiamo essere messi in condizione di farlo". L’ETS, invece, drena risorse, raffredda gli investimenti, contribuisce a creare un clima di incertezza che non giova all’attività di impresa.