Il sistema Ets e la revisione dei suoi benchmark continua a suscitare forti polemiche nel settore manifatturiero italiano. Il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi è arrivato a definirlo “uno strumento ambientale trasformato in un’ottusa tassa sulla manifattura”. Ciarrocchi ha preso spunto dal discorso che Emanuele Orsini, il presidente di Confindustria, ha tenuto in occasione dell’assemblea dell’associazione degli industriali durante il quale ha citato il distretto della ceramica come esempio paradigmatico dei disastri che può provocare l’Ets.

“Il tempo delle analisi è finito - dice Ciarrocchi - L'Ets così com'è costruito non premia chi ha investito nella sostenibilità, cosa che abbiamo fatto, ma punisce chi produce e chi lavora in Europa rispetto alle produzioni extra Ue. Distruggere la nostra manifattura e il lavoro di qualità che assicura sui nostri territori peggiorerebbe solo la situazione delle emissioni, perché importeremmo i prodotti ceramici da Paesi come India e Cina che hanno livelli emissivi ben più alti dei nostri”. Per il presidente di Confindustria Ceramica la situazione non tollera rinvii: “La Commissione europea sta per adottare nuovi benchmark Ets per il periodo 2026-2030, che non rispecchieranno le reali performance tecnologiche del settore ceramico. Vanno ripensati per dare aderenza alla realtà e correggere evidenti errori nella loro costruzione. E poi deve essere aperto subito il cantiere per una radicale ristrutturazione del sistema Ets”.