Roma, 12 mag. (askanews) – Agire bene e al più presto contro il caro energia. Alla luce dei recenti eventi geopoitici, continua la preoccupazione di Confindustria Ceramica per il caro prezzi dell’energia ed i livelli dell’ETS, che delineano una fase emergenziale che mette a rischio le imprese italiane e non solo. Le istituzioni regionali e il sistema industriale chiedono dunque all’Unione Europea interventi urgenti e mirati come la sospensione temporanea del sistema ETS per il settore ceramico, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo.

L’intervista di Augusto Ciarrocchi, Presidente Confindustria Ceramica: “Stiamo subendo questa fase di caos globale derivante soprattutto dall’ultima guerra che si sta verificando nel Golfo. Siamo in attesa che questa situazione si risolva perché poi paradossalmente l’industria italiana, soprattutto l’industria energetica e il nostro settore vengono fortemente penalizzati da queste dinamiche attuali”.

Il commento di Aurelio Regina, Delegato all’Energia di Confindustria: “Il tema si incentra sui costi anche dovuti ai rincari per la crisi che stiamo vivendo a livello internazionale e questo avviene già su una situazione strutturalmente debole dell’Italia, che presenta già dei costi superiori rispetto a quelli dei propri concorrenti europei ed internazionali. La politica energetica è un tema di sicurezza nazionale, è un tema di sicurezza delle nostre industrie, è un tema di approvvigionamento, è un tema di competitività”.